lunedì 3 ottobre 2011

Voglia di morbidezza





Nella mia vita di piccola minimalista ogni tanto si insinuano tendenze che se me l'avessero detto negli anni 90 non ci avrei creduto.

Forse è la crisi di mezz'età, forse semplicemente la voglia di giocare, ma ultimamente mi è venuta voglia di un bel gilet di pelliccia.

Ma siccome mi conosco, e so che i trend un po' "carichi" su di me fanno poca presa, tendo sempre a minimizzare il "pay per wear" di questo tipo di acquisto.

Comunque qualche giorno fa ho individuato questo gilet piumato-peloso, sfumato dal blu al grigio con punte di beige nude, in una parola perfetto per essere indossato per i jeans.

Detto fatto, oggi l'ho comprato e l'ho subito provato...

Naturalmente so che, un po' come succede per i gilet di piumino che tanto andavano di moda nella mia adolescenza, le giornate adatte a indossare un capo del genere sono contate, ma ho pensato che, dato il prezzo, ne valesse comunque la pena.

giovedì 25 agosto 2011

Il pizzo della discordia

Sinceramente non sono mai stato il tipo da pizzi e trine, penso di averle odiate fin dalla più tenera età (all'epoca, magari, sottoforma di colletti, vestitini della festa & simili).

Qualche giorno fa, però, mi sono lasciata tentare, complice anche il prezzo stracciato, da questo abitino nero di pizzo doppiato in tessuto nude di H&M, pagato la vertiginosa cifra di circa 29 euro.

Sull'omino, lo confesso, ancora mi faceva molto l'effetto "vedova sarda". Poi, provandolo, ho pensato che magari, su un total black ultrasobrio, sotto un cappottino nero e con le calze nere non trasparenti e un bel tacco, poteva anche essere carino per una serata.

Viste le temperature record di questi ultimi giorni, non ho ancora osato provarlo con outfit più autunnali e mi sono limitata alla prova vestito (anche se, conoscendomi, così non uscirò mai di casa).

Insomma, questo acquisto così fuori dal mio stile abituale è un po' una scommessa: lo metterò davvero? Non sono ancora riuscita a decidermi...

Abitino di pizzo in versione lusso...



... e in versione low cost, indossato da una comune mortale



Abitino di pizzo nero, H&M, 29.90 euro




Amnesia


Rientrata dalle vacanze, mi sono prontamente dedicata a un primo riordino zen del mio guardaroba, più che altro per riordinare le idee (di ogni genere, non modaiole).

Nel farlo, ho fatto una terribile scoperta: mentre riponevo le mie amate borse, l'occhio mi è caduto su una dust bag che sulle prime non ho riconosciuto, recante la scritta "Marni". Solo dopo alcuni istanti mi sono sovvenuta del fatto di aver acquistato, poco prima di partire, una splendida balloon bag Marni su The Outnet.

Ad affascinarmi era stato proprio il colore, così caldo e glossy, che già immaginavo abbinabilissimo.

Il fatto di essermi scordata di aver acquistato una borsa - è la prima volta che mi capita, giuro! - mi ha fatto sentire vergognosamente tutto il peso della mia bag addiction.

Così, ho deciso che almeno sul fronte borse per un po' non compro più e, per farmi perdonare dalla balloon bag l'imperdonabile dimenticanza, ho tutte le intenzioni di sfruttarla intensamente.

Oggi l'ho messa così, ma nei prossimi giorni voglio trovarle una serie di altri possibili look. Se lo merita, dopo essere rimasta abbandonata per settimane sul fondo della cabina armadio!



Marni bag in vernice caramello, qui con piccolo foulard animalier legato al manico (Asos)



Skinny in cotone bianco, H&M
Canotta a uovo nude, Sisley (collezione 2010)
Sandali Zara
Borsa Marni

martedì 12 luglio 2011

Pieds nus dans l'eau/3


E anche gli ultimi look, realizzati usando come base dei semplici short in denim delavé (H&M) ...


Blusa a pipistrello bianca con ampie maniche, H&M, collezione attuale
Bib necklace turchese H&M



Minigonna con piccoli disegni di fiori e frutta su fondo bianco, Cavalli, di secoli fa
Top nero con collo sciallato, Benetton

Top nero con bordura in paillettes sempre nere, Patrizia Pepe, collezione attuale
Gioielli in oro/dorati Pomellato e H&M

Pieds nus dans l'eau/2



E per completare l'opera - e anche perché non posto da secoli causa superlavoro davvero esagerato - ecco ancora qualche altro look...


Vestitino bianco con disegni dorati sul davanti, Victoria's Secrets




Immancabile vestitino in jersey nero, questo, di Victoria's Secrets, è piuttosto accollato davanti, lasciando libera pero quasi tutta la schiena (abbronzata). Un abitino corto nero è un vero passepartout, sta bene anche scalze e può essere abbinato in vari modi.


Pareo grigio antracite, molto bello sulla pelle abbronzata, per l'immancabile serata pareo (il vantaggio di legarlo a peplo corto è che non ingoffa, ne fa sembrare improbabili caricature di donne indiane; il non-colore e la tinta unita invece tolgono a questo capo l'aria "vocumprà", rendendolo raffinato)

Abito nero a pipistrello, stretto in vita, Victoria's Secrets
Bib necklace di "pietre" turchesi, H&M

Pieds nus dans l'eau



Ammettiamolo: andare in vacanza in un posto dove le (uniche) scarpe te le togli ancora sul pontile di attracco e non le rimetti più fino al giorno della partenza e le borse non te le porti proprio è una vera sfida, ma anche un po' una terapia per una come me, sempre in preda a qualche passioncella per un accessorio o l'altro. Aggiungiamoci il fatto di doversi limitare enormemente nel fare i bagagli e il problema di comporre una valigia minima e minimal (in ogni senso), ma anche un po' sauvage-chic può diventare arduo, ma anche molto divertente.

Così ho provato qualche abbinamento, cercando di scegliere pezzi versatili che possano essere utilizzati sia di giorno, come copricostume, sia - con qualche piccola trasformazione, con l'aggiunta magari di un bijoux o di qualche altro "tocco magico" - la sera, seppure in un posto dove anche a cena si va tutti rigorosamente scalzi, c'è anche chi neppure si cambia per cena e le sciagurate che la prima sera osano indossare, ignare, un tacco 12 sulla sabbia o sfoggiare la pochette monogrammata si giocano la reputazione per tutta la vacanza. Il che, su un'isola di 300m x 250m circondata solo dall'oceano, dove dopo mezza giornata ci si conosce proprio tutti, può non essere piacevolissimo (ricordo un caso del genere da un'altra occasione, una signora che ha sfoggiato tacchi da vertigine sprofondando nella sabbia tutte le sere, tra il pubblico ludibrio) .

Shorts bianchi sbrindellati, 7 for all mankind
Blusa con maniche aperte, molto ariosa, color fucsia, H&M, collezione attuale
Gioielli in oro giallo Pomellato e bracciali dorati H&M



Shorts bianchi sbrindellati, 7 for all mankind
Top tortora con bordo in paillettes, Patrizia Pepe, collezione attuale
Gioielli in oro giallo Pomellato e bracciali dorati H&M

Shorts bianchi sbrindellati, 7 for all mankind
Blusa in seta Zara leggermente trasparente, nuova collezione
Gioielli in oro giallo Pomellato e bracciali dorati H&M


Shorts bianchi sbrindellati, 7 for all mankind
Blusa con maniche a campana, da portare tutta aperta, H&M, collezione attuale
Gioielli in oro giallo Pomellato e bracciali dorati H&M

giovedì 30 giugno 2011

Metti un tank top in valigia


Tank top cipria, sfruttato qui per un look serale...

Anche se per me il momento di fare le valigie per le vacanze non è ancora arrivato, iniziare quanto meno a sognare cosa indossare tra qualche settimana, sulla pelle (si spera) dorata dal sole, non guasta di certo, tanto per staccare un po' la spina dalle angoscianti pile di progetti da smaltire, fatture da emettere, tazze di caffè vuote da sgombrare che si accumulano a vista d'occhio sulla scrivania.

Così ieri, mentre fuori pioveva e tirava vento, ho rispolverato qualche altro pezzo non debitamente valorizzato del mio guardaroba, scoprendo in particolare, con colpevole sgomento, una piccola collezione di tank top - parola carina per descrivere la cara vecchia canottiera da muratore in chiave rivisitata (quest'anno lunghetta e un po' slabbrata in fondo) - in tutta la gamma dei "non colori" (i preferiti di ogni Piccola Minimalista che si rispetti), compreso un esemplare cipria di cui avevo dimenticato completamente l'esistenza.

E per rendere ancora più sfidante quest'ennesima challenge della mia personale Offensiva 2011 dello shopping nel guardaroba, ho scelto proprio quest'ultimo esemplare (perché sarebbe stato troooppo facile abbinare un tank top bianco, nero o grigio, no? ;) ) e ho cercato di trovargli qualche outfit carino.

Ho così scoperto che un bel beige cipriato può star bene anche alle castane dai colori "caldi", come me, e non solo alle bionde o alle more Biancaneve-style.

E, soprattutto, mi sono accorta che un bel tank top lunghetto può essere un vero jolly per le vacanze, prestandosi a tutta una serie di look, da quelli super-easy, da aperitivo sulla spiaggia, fino a quelli più serali e habillé.

Non solo, ma un bel tank top cipria permette anche di essere abbinato indifferentemente con accessori in colori caldi (beige, oro) o freddi (argento light, grigi chiari) - oltre che, naturalmente, con il nero, abbinamento peraltro molto inflazionato questa stagione.

L'esercizio di razionalizzazione e sfruttamento dello status quo modaiolo mi ha talmente gratificata e fatta sentire così saggia e morigerata ;))) da indurmi a pensare che mi sarei proprio meritata un bel regalino.... Insomma, va bene essere sagge e virtuose, va bene sfruttare quel che si ha, ma bisogna anche premiarsi, di fronte a cotanta virtù, no? ;)

E poi diciamocelo, una bella clutch nera matelassé di Miu Miu non mi permetterebbe forse di sfruttare e valorizzare ancora meglio un guardaroba intero, assumendo così, in fondo, addirittura lo status di misura di risparmio.... ?

... e lo stesso tank top cipria, per un look super easy, da mare...

Tank top cipria, H&M, qui con:
- sandali bassi a listini argento light, H&M
- bauletto tortora monogram Boston, Gucci, con profili argento light
- collana ad anelli di pietruzze argento light

Tank top cipria, H&M, qui con:
- sandali a plateau beige cipriato, Zara
- borsa bauletto Pashmy, Tods, sabbia con hardware dorato
- clutch in pitone beige cipriato, Iris Shi

Tank top cipria, H&M, qui con:
- sciaprina fringed nera, H&M, collezione attuale, indossata come "gilet"
- clutch nera in seta con charms, Borbonese
- collana ad anelli di pietruzze Murano nere

lunedì 27 giugno 2011

The List


Essendo sotto sotto una persona irrimediabilmente caotica e disordinata, da sempre adoro stilare elenchi di qualsiasi tipo: liste di cose da fare, wish list, liste di cosmetici interessanti da valutare meglio, liste di cose da mettere in valigia ai figli che partono in vacanza studio, liste di buoni propositi per il nuovo anno, o anche per subito, liste delle cose da prendere ai saldi, liste di ingredienti per qualche nuova ricetta. E siccome sono anche una persona curiosa, spesso mi piace leggere anche quelle degli altri - e magari confrontarle con le mie!

Credo che il fascino delle liste nasca dal fatto stesso di mettere le cose nero su bianco, di visualizzarle sulla carta, e anche dal fatto che l’atto di elencare ci obbliga sempre a mettere ordine nei nostri pensieri, a scremare, a selezionare, a ordinare le nostre priorità.

Tra le liste più frivole del momento, naturalmente, c’è quella degli acquisti migliori da fare ai saldi estivi 2011:

Cosa desidero? Cosa mi serve davvero? Cosa è destinato a durare più dello spazio di un'estate e a essere rispolverato con una certa soddisfazione a fine settembre?

A me questo tipo di lista è particolarmente utile perché, di mio, non sono proprio tipo da saldi: di fronte alla ressa, alle file fuori dai negozi, ai cestoni di merce alla rinfusa, alle torme di assatanate del saldo che ti spintonano e ti strappano i capi di mano, al disordine generalizzato, scelgo sempre la fuga, lo confesso. Mi manca il fisico per queste cose, temo!

Inoltre in questi anni, soprattutto grazie all'avvento dell'online shopping e alla globalizzazione di logiche commerciali di stampo anglosassone (con saldi diffusi sull’arco dell’anno), il concetto stesso di “saldo” si è molto relativizzato, lasciandomi spesso con la sensazione di non aver bisogno, né tantomeno voglia, di nulla quando finalmente i saldi arrivano davvero.

Tutto questo secondo me è anche molto tranquillizzante, perché ci solleva da eventuali “ansie da prestazione” i primi giorni di saldi e ci aiuta, con l’aiuto appunto di una wishlist mirata, a fare acquisti che ci gratificheranno a lungo.

Gli esperti sono concordi nell’affermare che è questo il momento di agguantare e fare nostri, avendone l’occasione, i seguenti capi e accessori:

1. Una maxi clutch, da scegliere in un colore neutro o colorato, magari pitonata e cangiante, di qualità e magari addirittura di qualche marchio “iconico”, perché le cose belle e di qualità durano di più nel tempo e regalano piacere più a lungo, anche se sul momento può non sembrare così.


2. Un gioiello etnico, magari in argento e turchese, che illumina qualsiasi mise.

3. Un capo in denim, magari una camicia o un abitino, o un paio di 7 for all Mankind, che si usano 12 mesi all'anno e sono quasi intramontabili.


4. Un paio di sandali a tacco alto, ma comodi, con il plateau (scelti in un colore "nude", vanno con tutto e allungano visivamente le gambe)5. Un capo o un accessorio molto colorato, che ora userete per un po’ di color block e che in autunno vi tornerà utile per spezzare look total black o total grey.


In tutto questo, seguo comunque le solite regolette utili dei saldofili più esperti di me:

1. Occhio alle truffe: diffidare sempre degli sconti troppo alti e comprare di preferenza nei negozi o sui siti che si conoscono già.

2. Mirare alto: mai come nei saldi vale la regola del poco ma buono. Occhio ai saldi nei posti dove non comprereste a prezzo pieno, durante l’anno, che possono riservare piacevoli sorprese; meglio una sola borsa di lusso di tre un po’ così, comprate sull’onda dello sconto

3. Se si acquistano scarpe, controllare sempre (ehm, quasi sempre… salvo rari colpi di testa ma, si sa, ci vogliono anche quelli!!) la comodità: se sono comode sarà più facile integrarle in tanti look, piuttosto che relegarle a poche occasioni.

4. Mai, mai, mai trascurare i saldi online, anche di siti giudicati solitamente costosi (Net-à-Porter, MyTheresa and so on): spesso sono tra quelli con le cose più belle e che fanno i saldi più veri.

Buon shopping! :)

sabato 25 giugno 2011

Jumpsuits & Me

È almeno un anno che rifletto attentamente sull'opportunità di acquistare una tuta, di quelle serali, da indossare con i tacchi alti, un bib necklace e una bella borsa.

Ovviamente - perché per la Piccola Minimalista già il semplice fatto di integrare un nuovo trend nel proprio guardaroba costituisce un passo azzardato e allora almeno il colore deve essere assolutamente minimal - nera.

Ci ho pensato molte volte, ci ho ripensato, ho abbandonato ripetutamente l'idea e poi, finalmente, ho deciso di fare così: invece di "investire" in un trend che non so ancora se mi piace davvero acquistando addirittura un'intera tuta, perché non minimizzare i rischi, ottimizzare il rapporto costi/benefici, massimizzare il "pay per use" ?

Detto fatto, per una cifra davvero irrisoria mi sono comprata un paio di "harem pants" in maglina di cotone nera - e qui sta il secondo azzardo per la Piccola Minimalista, perché un trend è già tanto, ma addirittura due nello stesso look sono una mossa davvero avventata!! - da abbinare con la mia infinita collezione di top neri, dando vita, così, a "tute" di foggia diversa a seconda del top.

Il look indossato (che vedete nella foto) non mi dispiaceva, ma ero comunque assalita da una serie di terribili e angoscianti dubbi:

1. Sono troppo tappa (1.63) per le tute?
2. Sono troppo vecchia (44) per le tute e in generale per le tendenze modaiole (per me) estreme?
3. Gli harem pants mi fanno sembrare un beduino (maschio) del deserto in versione funerea?
4. Gli harem pants mi fanno i fianconi o, peggio, il sederone?

Il tutto intercalato da una serie di insistenti reminescenze di traumi infantili legati a un'infinita serie di pigiami Calida che hanno costellato la mia infanzia, indossati fino allo sfinimento (in effetti probabilmente non nascevano propriamente come harem pants, anche perché venivano prodotti nell'occidentalissima Svizzera (oggi invece più a est, in Ungheria se non erro, il che ne potrebbe spiegare il tocco orientaleggiante ;) ) , ma l'uso li trasformava poi in qualcosa di più esotico) - mio e dei pigiami stessi.

Alla fine ho deciso di lasciarmi alle spalle il passato, di dimenticare i traumi dell'infanzia e di fregarmene di tutto (a qualcosa deve pur servire l'aver compiuto 40 anni, no?!) indossando comunque il frutto delle mie sperimentazioni.

E penso che, quasi quasi, lo rifarò.

Qualche volta, senza esagerare, tra un look minimal rassicurante e l'altro, naturalmente. :)

Alcuni esempi di tuta nera in versione elegante:




Una piccola selezione di top neri abbinabili agli harem pants per formare una tuta:

1. Top con profondo scollo a V con bordura di paillettes, per una versione elegante, P. Pepe

2. Top a fascia con cordino, per una vesione più easy, H&M

3. Top con scollo incrociato per una versione da piena estate che valorizza le spalle, Marella



domenica 19 giugno 2011

"Best buy" di giugno




Anche se giugno non è ancora finito, ho pensato che potesse essere carino istituire una piccola rubrichina per presentare il miglior acquisto del mese, il capo o l'accessorio che, per rapporto qualità/prezzo/sfruttabilità, mi ha soddisfatto maggiormente.

Il mio personale "best buy" del mese non l'ho stanato io stavolta, ma è il frutto di una segnalazione.

Me ne sono innamorata subito dalle foto, ma purtroppo online risultava esaurito...

Detto fatto, ho colto l'occasione al vola per fare un salto da Zara e provarlo. Era l'ultimo nella mia taglia e non me lo sono lasciato sfuggire!

Ed eccolo, dunque, il mio personalissimo "best buy", perfetto per un sacco di serate estive e anche per qualche occasione diurna:

È un abitino monospalla blu elettrico di Zara, costo 39.95 euro, strutturato fondamentalmente a tubino (leggermente elasticizzato, quindi dall'ottima vestibilità, fasciante il giusto senza risultare troppo aderente) con balza laterale che va a coprire leggermente la spalla dotata di spallina.

Ho pensato di abbinarlo sia in total look, con accessori dello stesso colore e un'unica catena in oro giallo, sia spezzandolo con accessori nude, ma potrebbe essere molto bello anche con sandali e clutch argento, oro o anche nero (il blu non è troppo cupo).




Qui con:
- sandali beige-nude a listini, Zara
- clutch in pitone, Iris Shi

Sotto con:
- sandali in suède, stesso blu dell'abito, Zara
- clutch in suède, appena più scura, Emporio Armani


domenica 12 giugno 2011

Compulsive June



I miei acquisti di giugno:
- due top monospalla low-cost, uno bianco e uno nero, no logo
- skinny jeans bianchi (ne ho dovuti scartare un altro paio vecchio)
- skinny jeans Seven for all mankind color sabbia, presi all'outlet
- clutch in pitone color sabbia
- foulard Gucci in monogram sabbia con motivo color blu denim, preso all'outlet
- sandali blu elettrico Zara, stupendi ma un tantino scomodi, devo ammettere

Nella foto manca:
blusa in seta Zara del post precedente


(…..) "Allora... hai messo tutto in soggiorno?" chiedo, mentre ci avviamo verso la porta d'ingresso. "O in... " La porta si apre e io resto senza parole. Oh, mio Dio.

L'appartamento è totalmente irriconoscibile. La moquette beige è scomparsa sotto un mare di pacchi, bauli e mobili.

L'ingresso è invaso da scatole, che riconosco come quelle dell'outlet dello Utah, più i batik di Bali e i due vasi cinesi, li oltrepasso con difficoltà ed entro in soggiorno, dove mi aspetta un'altra sorpresa.

Ci sono scatole ovunque. Kilìm e Dhurry arrotolati sono stati addossati contro il muro in un angolo. In un altro angolo il Gamelan indonesiano si contende lo spazio con un tavolino d'ardesia e un totem indiano, Sento che tocca a me dire qualcosa.

"Perbacco!" faccio, con una risatina. "Abbiamo un bel po' di tappeti vero?" "Diciassette" puntualizza Luke, sempre con quella strana voce. "Li ho contati."

Scavalca un tavolino di bambù che ho acquistato in Tailandia e guarda l'etichetta di una grossa cassa di legno, "E a quanto pare, questa contiene quaranta tazze." Alza lo sguardo verso di me. "Quaranta tazze?" "Lo so che sembrano tante, Luke. Ma costavano solo cinquanta petiny l'una. Era un affare.

Non dovremo mai più comperare tazze in vita nostra!" Luke mi osserva per un istante. "Becky, io non voglio mai più comperare niente in vita mia."

"Senti..." Faccio un passo verso di lui, ma vado a sbattere col ginocchio contro una statua di legno dipinto che raffigura Ganesh, dio della saggezza e del successo. "Non è... non è così male! Lo so che sembra un sacco di roba, ma è come... un'illusione ottica. Una volta che avremo sballato e riposto tutto quanto, sarà fantastico (...)"

Il brano riportato qui sopra, è tratto da “I love shopping con mia sorella” (2004) e mi sembrava perfetto per introdurre un argomento talvolta spinoso, quello di quando lo shopping rischia di diventare un tantino compulsivo (e mi sembrava anche doveroso, visto che questo blog ha soprattutto una funzione terapeutica... per me, quanto meno! :))) ).

L'altro giorno ho avuto un piccolo battibecco con mio marito, che in genere considera con benevola ironia la mia passione per abiti e borse (soprattutto queste ultime, sob!) .

Il tutto è stato indotto anche da circostanze postali/astrali a me avverse, per cui nel giro di due giorni mi sono stati recapitati ben tre pacchi... Eppure giuro che si è trattata di una concentrazione del tutto insolita, stile eclissi di luna, perché in realtà il contenuto equivaleva al 90% degli acquisti fatti a giugno, giurin giuretto!!

Il battibecco, dicevo, è stato generato anche ad alcune circostanze, diciamo, a me particolarmente avverse:

- un pacco è arrivato nell'unico momento della giornata in cui anche mio marito era a casa, il che secondo me rientra nella categoria "circostanze astrali avverse";

- un secondo pacco, la mattina dopo, è arrivato dalla Russia, anche se conteneva la clutch malese del post precedente, e la cosa mi è valsa in famiglia il soprannome di "Irina" per il resto della giornata;

- il terzo pacco, che conteneva dei semplici jeans, quindi materiale di consumo di ordinaria amministrazione, per me, mi è stato recapitato direttamente da mia suocera, naturalmente in un momento in cui l'attenzione di mio marito era focalizzata al 100% su di noi.

Mia suocera me l'ha consegnato con uno scintillio deliziato nello sguardo, del tipo "non vedo l'ora che tuo marito, nonché mio adorato unico figlio maschio che a suo tempo ho tentato di dissuadere da qualsiasi fidanzamento o matrimonio e ho "ceduto" solo con grandi difficoltà che ancora non ho del tutto superato, ti bacchetti davanti a me per questo acquisto!" , godendosi poi l'alternarsi di battute ironiche tra moglie e marito (mia suocera non conosce l'ironia, questa sconosciuta), incurante del fatto che la sottoscritta lavora e non ha da rendere conto a nessuno, men che meno a lei, e intercalando il tutto con commentini del tipo "almeno hai una moglie che si tiene bene", nel tentativo di contribuire in modo costruttivo alla discussione.

Morale, in effetti, se non alla compulsività, qualche volta ammetto di tendere un po' all'acquisto selvaggio di fronte a un'offerta di cose belle, per cui mi sono ripromessa di:

- prendere nota degli acquisti, per non finire in situazioni alla Becky Bloomwood (cfr. la citazione più sopra) che in effetti non mi sono del tutto nuove ;)

- fotografare gli acquisti del mese, per averli anche "fisicamente" ben presenti ed evitare di credere, come Becky, nell'effetto "illusione ottica".

Va da sé che il resto del mese sarà (quasi) tutto all'insegna dello "shop your closet", per la gioia di grandi e piccini (e dei mariti, collocabili nella seconda categoria) ...

Qualcosa di morbido


Devo confessarvi che possiedo una collezione pressoché infinita di camicie classiche dalla linea slim e sfiancata, tutte uguali, che spaziano da marchi low-cost come H&M o Benetton fino ad arrivare alle sempiterne Ralph Lauren Blue Label, perlopiù bianche, celesti e nere, con qualche incursione nel colore (lilla, viola, blu intenso, denim, verde bottiglia ecc.).

Ultimamente però mi era venuta voglia di addolcire un po' la mia collezione con qualcosa di più soft, meno "scolpito" e fisicato.

Da buona Piccola Minimalista, tuttavia, non avrei certo potuto buttarmi così, senza colpo ferire, nell'acquisto di bluse a sacco in tessuti fiorellosi che neanche a Woodstock negli anni 60, o di fiocchettose bluse bon ton da segretaria anni 50, magari color cipria, anche se vanno tanto di moda.

Finalmente, guardando un po' in giro nella rete (per lo shopping "sul campo" purtroppo ultimamente mi manca il tempo), ho finalmente stanato lei, la Blusa in Seta (per me) Perfetta, in un colore neutro come il beige sabbia, e l'ho subito agguantata.

Per ora l'ho sperimentata solo con i miei consueti abbinamenti minimal, ma confido di spaziare un po' di più in futuro, con gonne pencil shape e tacchi alti, ma anche con shorts in denim scuro e sandali gioiello rasoterra, per qualche serata estiva...



Blusa Zara, qui con:
- skinny jeans bianchi, Meltin Pot
- sandali Gucci color nude
- borsa City Balenciaga, color Sahara

(Maxi)clutch in pitone beige sabbia, perfettamente in tono con la blusa, ma in realtà versatilissima dato il colore neutro, presa a titolo sperimentale da una stilista malese, Iris Shi (sto esplorando nuove frontiere dello shopping online :) )...


Sotto: blusa Zara, qui con:
- skinny jeans in denim blu scurissimo, Meltin Pot, mod. Mika
- sotto la blusa, canottina corta nera, H%M
- maxiclutch in pitone sabbia, Iris Shi (?)
- sandali a listini con plateau color nude, Zara
- cintura nera, Gucci


domenica 5 giugno 2011

Trench time

Anche se scrivere un post dedicato al trench dopo il 31 maggio può sembrare quasi perverso, le piogge monsoniche di questi giorni mi hanno indotto a farlo lo stesso.

Del trench si è parlato e si parla tuttora tanto, è un capo intramontabile che ogni tanto conosce momenti di gloria, uno di quelli inseriti in tutte le "it list", in tutti gli "elenchi dei 10 capi indispensabili senza i quali proprio non si può sperare di sopravvivere più di un giorno" - generalmente in compagnia di jeans, camicie bianche e tubini neri.

Pur essendo abbastanza d'accordo sulla sua utilità, non ne sono però una vera appassionata: infatti ne possiedo "solo" tre, un numero che a fronte della mia serialità negli acquisti considero davvero modesto, quasi spartano :) .

Il trench, inoltre, per me alberga il serio rischio di risultare troppo classico e un filino noioso, soprattutto se abbinato con cose tipo twin set, gonne longuette e collane di perle (indossare queste tre cose tutte insieme sotto il trench, poi, rasenta il diabolico ;) ).

Per ovviare al problema, però, secondo me bastano pochi, sapienti tocchi:

- arrotolare un po' le maniche (un trucco utilissimo anche per i blazer)
- annodare la cinturina invece di allacciarla in modo regolare; se la cinturina lo consente, anche dietro la schiena (tra l'altro, questo trucco ha anche il potere quasi magico di slanciare e togliere mezza taglia)
- alzare il colletto, possibilmente in modo apparentemente "casuale" e non troppo ingessato e voluto

La mia versione preferita del trench - che sta bene quasi sempre, sia che venga indossato sui jeans che su un abitino nero o su pantaloni eleganti con i tacchi alti - è quella un po' sexy (Kate Moss per Burberry docet), sulla gamba nuda che spunta da un abitino femminile, e con i tacchi alti, anche se è un look quasi immettibile, perché generalmente si indossa il trench quando fuori piove, o minaccia di farlo, momento in cui una, magari, preferirebbe evitare di girare in sandali e gambe nude.

Ho provato a ideare qualche look con quanto avevo a disposizione, includendo anche un trench verde salvia che - lo ammetto - è stato un acquisto sbagliato di qualche anno fa (argh!).