martedì 31 gennaio 2012

Martedì



Oggi in teoria è l'ultimo giorno in cui sono ancora legalmente autorizzata, senza violare il contratto stipulato con me stessa - detta di seguito la Shopaholic - a fare shopping folle. Da domani, 1° febbraio, inizia ufficialmente il mio mese sabbatico.

Tuttavia, oggi ci sono alcuni fattori che sicuramente mi aiuteranno a fare la brava. Primo, fuori ci sono almeno 30 centimetri di neve e la mia fida 4x4 mi è stata momentaneamente requisita da mio marito per esigenze lavorative, azzerando così eventuali voglie di giretti in centro.

Secondo, anche il tempo da dedicare allo shopping online è ahimé limitato causa lavoro & figli. L'unico SERIO E TEMIBILE ostacolo da superare indenne è costituito dai nuovi arrivi su The Outnet in mattinata, ma confido nel fatto che oggi, misericordiosamente, al lavoro abbiano messo pessime buyer e ci siano solo, chessò, creazioni bizzarre e rimasugli vecchi di decenni in taglia XXL o XXS (tanto per andare sul sicuro).

Ma la neve ha avuto anche un altro effetto benefico sui mei buoni propositi, quello di semplificare drasticamente la scelta del look: fa un freddo cane, le strade sono coperte da un manto bianco e scivoloso, quindi occorre per forza essere pratiche (cosa che ho imparato in anni e anni di vita vissuta in barbare contrade, dove la neve imperversava 7-8 mesi all'anno, circondata da donne - pratiche, appunto - vestite perennemente in anorak da esquimesi e stivaloni in pelle di foca)!

(n.d.r. Dio, come detesto questa parola, "pratica" ! Sarà che io sono più il tipo teorico...)



Alla fine ho scelto scarpe comode, piumino antifreddo e borsa anti-fiocco, cercando di non infagottarmi troppo. Ci sarò riuscita? Mah.



lunedì 30 gennaio 2012

Lunedì



Oggi è lunedì e ho davvero pochissimo tempo per aggiornare il blog per via di alcune scadenze lavorative molto "strette".

In teoria, oggi è il penultimo giorno in cui sono ancora autorizzata (da me stessa) a scialare, e infatti avrei anche adocchiato un paio di cose tra i nuovi arrivi di The Outnet - vestitino A. Wang e top di Matthew Williamson, ma sto cercando di trovare motivi per non prenderli.

Intanto, per oggi ho scelto un altro look ad alto tasso di riciclo, interamente composto da cose che ho già, qualcuna persino da un po' (maglia H&M nera che ha ben due anni - una veterana, nel mio guardaroba! ;) ).


Il look di oggi:
- minigonna in maglia di lana doppiata color bianco lana, Diane van Furstenberg
- leggings neri, H
- Maglia nera con collo a cascata in cotone pesante, H&M (collezione a/i 2010)
- Stivaletti stringati neri, Tod's
- borsa color cammello, Tods, mod. Pashmy Bauletto
- sciarpetta leo print, H&M
- per uscire, giacca beige chiaro in ecomontone, modello biker con cerniera obliqua, Pinko
- per un tocco di colore in questo look dai colori neutri, ho messo uno smalto rosso cupo di Chanel, Rouge Fatal.

domenica 29 gennaio 2012

Proibizionismo e voglie improvvise





Naturalmente, come sempre accade in periodi di proibizionismo, seppure autoimposto, scattano i desideri più impensati, accompagnati da un impulso irrefreabile a fare shopping.

Gli oggetti del desiderio di oggi sono questo abito di Hervé Léger


e quest'altro di Zara, ovviamente entrambi inutilizzabili allo stato attuale (per stagione, occasione ecc.).



Potrei istituire una clausola speciale nel contratto di prima che prevede per la shopaholic il diritto di fare uno o due acqusiti folli e scellerati PRIMA dell'inizio del mese sabbatico, ma non lo farò...

Cominciamo bene, comunque!!

Una domenica di relax


Finalmente una domenica rilassante, senza niente di particolare da fare a parte finire uno o due lavori, mettere un po' a posto e preparare pranzo e cena. Non dobbiamo andare da nessuna parte, per una volta, e ho solo voglia di andare a correre (ma sul tapis roulant, stavolta), più tardi.

Fuori ci sono soffici 30 cm di neve, uno spettacolo bellissimo anche per me che sono cresciuta nelle Alpi, e devo dire che più che di qualsiasi outfit modaiolo invitano a indossare jazz pants e felpina.

Ho ideato anche un look domenicale facile facile, se proprio dovesse venirci voglia di uscire, più tardi.

Più che altro, è una variante di quello di ieri, ma oggi proprio non ho voglia di impegnarmi. E poi, sono davvero l'unica donna al mondo che da un giorno all'altro qualche volta si veste quasi come il giorno prima?!

Ieri mi sono dimenticata di auto-dettarmi alcune regole base per il mio mese (o forse più) sabbatico dallo shopping.

1. Con la presente, la sottoscritta (detta di seguito "la shopaholic") si impegna a:
2. Qualora dovesse individuare, su uno dei tanti siti da lei consultati, un Affarone Irrinunciabile (detto di seguito "AR"), si impegna a lasciarlo lì dov'è, sfidando la sorte e acquistandolo eventualmente, qualora fosse ancora disponibile, a partire dal 1° marzo 2012 (qualora - cosa più probabile - fosse già stato acquistato da un'altra fortunata, invece, cercherà di contenere il suo dolore entro limiti dignitosi);
3. È esclusa ogni sollecitazione di regalo o velato suggerimento relativo a un suddetto, ad esempio in occasione di ricorrenze quali San Valentino ecc.;
4. La shopaholic si impegna a esporsi con moderazione a varie fonti di tentazione, siano esse reali (negozi, boutique ecc.) o virtuail (siti di online shopping ecc.);
5. La shopaholic si impegna altresì, impegni famigliari, lavorativi e sociali permettendo, a postare regolarmente (idealmente con cadenza quotidiana) i look creati attingendo esclusivamente a ciò che già possiede;
6. Per l'occasione del 12 febbraio, la shopaholic si impegna a creare un look di sobria eleganza, ma composto esclusivamente da pezzi già presenti in guardaroba, senza acquistare alcunché con la scusa che "non ho mai niente da mettermi in questi casi";
7. In generale, la shopaholic si impegna sin d'ora a far ruotare maggiormente il proprio guardaroba, aumentandone il grado di sfruttamento da un modesto 20-30% per cento al 60% almeno.

Firmato: la shopaholic.

sabato 28 gennaio 2012

Preparativi

Oggi, pur non essendo io ancora entrata tecnicamente nel mese sabbatico senza shopping, ho pensato di fare qualche esercizio preparatorio, anche se con alterni successi.

Prima di tutto, nel (vano, a volte tornano e pure da sole, loro sponte per così dire) tentativo di cancellarmi da una serie di newsletter e mail pubblicitarie di vari siti di moda, sono incappata in una serie di modelli di abitini ultrasexy Hervé Léger scontati e ho prontamente percepito i soliti sintomi: palpitazioni, aumento della salivazione, sbavamento sul monitor e, infine, salvataggio in corner grazie alla ripetizione ossessiva del mantra "ma 'ndo vado così bardata a queste latitudini", alternato a "nonmiservenonmiservenonmiserve" e "devoperdereunchilazzodevoperdereunchilazzo".

Poi ho rispolverato, fedele alla logica dello shop your closet, un "vecchio" (ha un anno e mezzo di vita) piumino Moncler blu scuro con cappuccio pellicciato staccabile, stupendo e che in effetti (shame on me) non metto mai, per scoprire che è favoloso!!



Infine, ho comprato Grazia tedesco e Myself italico, con la scusa che potrei trovarci nuovi spunti e suggerimentii per sfruttare saggiamente quello che ho. Lo so, lo so, ma d'altronde la perfezione non è di questa terra, e tanto meno una mia prerogativa. ;)

Oggi pomeriggio, infine, mi dedicherò a un po' di riordino armadi, che non guasta mai e spesso è fonte di incredibili scoperte.

venerdì 27 gennaio 2012

Febbraio a dieta?


L’altro giorno ho trovato per puro caso il sito di una tizia australiana che fa soldi aiutando altre donne a privarsi completamente di ogni forma di shopping di abbigliamento per dodici lunghi mesi. La tizia sa vendersi bene, il sito è carino, e l’idea intrigante.

Per la modica cifra di una Miu Miu della nuova collezione, Jill offre supporto morale, assistenza e consulenza nel rivalutare il proprio guardaroba.

Approfondendo l’argomento, ormai avvinta dall’idea di una simile sfida, ho trovato molti siti e blog che parlavano di The Great American Apparel Diet, un progetto in cui chiunque lo desideri può impegnarsi, per un intero anno, a non fare shopping di abbigliamento (nella versione originaria sono però consentiti scarpe, borse e accessori, il che, per me, renderebbe già di per sé vano ogni sforzo, perché provocherebbe un immediato effetto di travaso dall’abbigliamento alle borse).



Lo ammetto, l’idea mi intriga. Ma so anche che, almeno nella versione originale, è impraticabile e, credo, anche inutile nel mio caso. Voglio dire, alcune di quelle donne hanno aderito perché oberate dai debiti, perché spendevano un multiplo del loro stipendio in shopping, perché stavano usando il fondo universitario dei figli per comprarsi le Louboutin. Io invece, pur ad alzare occasionalmente il gomito con lo shopping, sono equilibratisssssima, quadratissssima, un retaggio della mia infanzia e adolescenza svizzero-tedeska.

Persino mio marito, sentendo le storie di alcune donne aderenti al progetto, mi ha guardato strano e ha ammesso (bontà sua): “Beh, non c’è bisogno di arrivare a tanto, tu in fondo non sei proprio così fuori di testa!!”



Ma altre adepte erano come me, normali donne a cui piace fare shopping e vestirsi, solo desiderose di eliminare un po’ di sprechi, di sbarazzarsi del troppo, di apprezzare di più quello che già possedevano.

Siccome mi conosco, e non sono tipo da Grandi Privazioni, so per certo che non potrei mai reggere un anno intero senza comprare abiti e accessori, e so anche che non avrebbe alcun senso, almeno per me.

Ma un mese… Ecco, un mese mi intriga. Molto. L’idea del tempo che NON passerei più a vagare da Net-à-Porter a yoox, a zoomare borse e sandali a plateau, a cercare il jeans o il wrap dress perfetto, di scoprire se imparerei finalmente a sfruttare un po' meglio il mio guardaroba …

So perfettamente che un mese è un periodo di tempo ridicolmente breve e che probabilmente questo “esercizio teorico” è un po’ un lusso irritante (quanta gente non compra semplicemente perché non ha i soldi per farlo?) che non porterà alcun beneficio terapeutico, ma mi tenta.

E mi spaventa, anche.

Ho paura di vacillare di fronte all’Affarone Irripetibile che potrei trovare su The Outnet alle 10.45 di lunedì.

E ho paura di dovermi chiedere perché mi riesce tanto difficile privarmi di cose belle che in fondo non mi servono.

Ho paura di sentirmi debole perché, come dicevo, non sono tipo da Grandi Privazioni.

È vero anche che so essere piuttosto tenace, se voglio, e che un mese è pochissimo (ma poi, chissà, i mesi potrebbero anche diventare due, o tre).

D’altronde, sono curiosa di scoprire come cambierebbe il mio rapporto con la moda, con il mio modo di vestirmi. E, magari, di imparare a comprare in modo più saggio.

Ho pensato che per sentire meno le “privazioni” potrei postare ogni giorno il look prescelto, uno per ogni giorno del mese (o quasi, meglio non fare promesse dato il periodo di superlavoro e la scarsa fantasia di certe giornate), tanto per potermi occupare di moda senza comprare, e anche per sviluppare un po’ la mia creatività. Un po’ come andare ogni giorno in una boutique e comprare un outfit completo, solo che la boutique è il mio guardaroba.

Dicono che la maggior parte delle donne sfrutti solo il 20-30 per cento del proprio guardaroba – beh, faccio parte di quella maggioranza, purtroppo, e ammiro molto chi invece riesce a farlo “girare” tutto, o quasi.

Ho timidamente accennato a questo esperimento ad alcune amiche e conoscenti, e non posso dire che le reazioni siano state esattamente incoraggianti:

“…Sei matta?!”

“Perché, perché, dimmi perché!????”

“….”

“… ma è successo qualcosa?!”

E la mia preferita: “Se rimanessi in coma per un mese, FORSE, potrei riuscirci."

Insomma, non proprio quello che si potrebbe catalogare nella categoria “Amorevole supporto & Incoraggiamento”…

Oggi, quasi come un segno del destino, ho dovuto buttare un paio di jeans Seven – il mio preferito – perché USURATO. La cosa era talmente insolita che mi sono resa conto di quante poche cose io utilizzi fino alla fine della loro vita utile, e non mi è piaciuto. In fondo è una cosa sana, no?

Così ho deciso: lunedì 30 gennaio inizia il mio mese sabbatico, che durerà fino al 29 febbraio (è pure un anno bisestile, sob!). Praticamente l’infinito, e oltre.

Staremo a vedere.



lunedì 9 gennaio 2012

I saldi al tempo di Internet

Riflettevo in questi primi giorni di saldi sul fatto che, con l’avvento di Internet e soprattutto dell’online shopping, il concetto stesso di saldo ha perso per me la sua valenza originaria. Se un tempo legavo questo concetto all’idea dell’affare, dell’acquisto tanto sospirato finalmente attuabile a un prezzo ragionevole, del capo o dell’accessorio “curato” magari per settimane, per poi finalmente, zac!, colpire, oggi la parola "saldi” evoca in me immagini poco simpatiche, di ressa, di calca, di immancabile latitanza di taglie e colori desiderati, il tutto ammantato dall’ansia di dover portare a casa per forza l’affare del secolo.

Mi rendo conto che tutto è cambiato con lo sviluppo pervasivo dello shopping online, con le sue innumerevoli possibilità di trovare, tutto l’anno, qualsiasi cosa a prezzo scontato – grazie a outlet virtuali, codici sconto, siti di vendite speciali come Privalia e chi più ne ha più ne metta.

Non c’è virtualmente capo o accessorio che non possa essere reperito, con un po’ di buona volontà, a un prezzo ancora migliore, cercando qua e là, e questo dodici mesi all’anno.


Tutto questo per dire che, complice anche un’insolita non-voglia di fare shopping, mi sa tanto che in questi saldi andrò in bianco. Non ho comprato niente (beh, quasi niente, e comunque non ai saldi propriamente detti) e non intendo farlo (salvo colpi di fulmine, s’intende).


Piuttosto, cercherò di applicare i sani principi esposti dalla giornalista di moda Nina Garcia nel suo libercolo “The style strategy – Meno c’è, meglio è. Guida allo shopping intelligente per un look davvero chic” di cui sono stata omaggiata (con chissà quali recondite intenzioni  ) per Natale.
Un libretto davvero carino, specie per chi, come me, ama questo filone ehm… letterario, anche se – o forse proprio perché - alla fine non insegna niente che non si sapesse già.


... I sani principi, dicevo. In pratica, la via della redenzione passa dalle seguenti, all’apparenza semplici ma in realtà infide, domande:

1. Che cos’ho nell’armadio? (Già, cosa esattamente?!)

2. Che cosa mi serve? (“Niente!!!!” , risponderebbe mio marito con voce allarmata)

3. Che cosa voglio? (Ehhhhhh, qui dipende, è un argomento complesso, perché, si sa, la donna è mobile!!)

Insomma, tutto parte, come sempre da lì, dallo shoppare il proprio armadio, smistare pile di maglie e file di giacchine, bluse e top, dal fare ordine, insomma, in attesa che giunga l’illuminazione. Comunque, memore di questi sani principi – e complice la mia impossibilità di navigare seriamente in Internet dalla casa di montagna – posso dire di essere stata (quasi) virtuosa. Ho comprato: 1. Un paio di jeans neri, puro materiale di consumo, per giunta sostitutivo di un paio che cadeva letteralmente in pezzi.

2. Un top che non c'entra proprio niente con la stagione, ma mi è venuta voglia d’estate, probabilmente a causa di questo enorme raffreddore.




3. Un paio di decolleté a punta – acquisto ponderato, peraltro – in suede blu di Calvin Klein, da mettere con gli skinny alla caviglia.


E per questi saldi dico basta (credo). Cercherò di fare mio questa citazione della grande Vivienne Westwood:

“Comprate meno, scegliete bene e mischiate il tutto”.