venerdì 30 marzo 2012

Girls night out



Ieri sera a cena fuori per una divertente serata tra amiche. Non avendo tempo di cambiarmi del tutto prima di cena, ho sfruttato i jeans bianchi che indossavo di giorno, abbinandoli a una blusa grigia e, per l'ultima volta, al blouson di ecopelliccia grigio, visto che la sera qui rinfresca ancora parecchio.

Il look:
- jeans skinny bianchi, Meltin Pot
- blusa grigia, Benetton
- blouson di ecopelliccia grigio, Pinko
- borsa Falabella a tre catene color taupe, Stella McCartney
- decolleté, Gucci (indistruttibili; avranno 6 anni)
- bracciale ina rgento sbiancato "millefili", Tom Binns







giovedì 29 marzo 2012

White & Teal



Ci sono colori a cui ogni volta fatico a resistere (anche se mi sto impegnando, eh!), perché mi attirano inspiegabilmente e penso anche che rientrino nella palette di colori che può starmi bene.

Uno di questi è il color teal, o turchese scuro (petrolio?), come lo chiamo io.

Recentemente ho preso questa camicia di seta da Zara, a Milano, e ora che il pasticcio è fatto (il colore after all non è dei più abbinabili, secondo me) devo trovargli i look.

A fronte del caldo africano, poi, non solo ho finalmente sfoderato gli skinny bianchi (mi tenevo a stento da giorni, eh eh eh!), ma mi sono anche messa lo smalto corallo O.P.I. comprato a New York qualche anno fa (che magari non c'entra niente con il teal, ma che mi mette allegria) per festeggiare questo inizio d'estate molto precoce (poi magari ad aprile nevicherà, lo so, ma intanto va così).

Siccome ultimamente - e contrariamente alla mia indole iperattiva e piuttosto concreta - mi sento persino un po' zen (sarà tutto 'sto Simplify Your Life che mi fa male?), noto con soddisfazione che nelle ultime settimane, un po' per gradi, un po' perché proprio non ci penso più, mi sono finalmente liberata di una "brutta abitudine", chiamiamola così, che c'entra solo indirettamente con la moda, e mi sento infinitamente libera! A volte vale la pena di fare un piccolo sforzo, una "dieta", per liberarsi di qualche piccolo fardello che inutilmente ci trasciniamo dietro da un po' (o anche da un sacco di tempo), perché il gusto della libertà e dell'essere padroni del nostro tempo (a parte il lavoro, la preparazione dei pasti, la spesa, il pagamento delle bollette, il riordino del casino domestico and so on, intendo) e dei nostri pensieri davvero non ha prezzo.

In tutto questo, il fatto di avere delle vere amiche che ti portano a riflettere e a porti le domande giuste, anche se non necessariamente sempre le più facili, è davvero prezioso.

Ora la smetto, però, perché con tutti 'sti discorsi zen mi sto spaventando da sola.

Buona giornata a tutte! :) 









mercoledì 28 marzo 2012

A righe/2 - (look più estivi con il bianco)


Ieri alla fine erano troppe foto per postarle tutte insieme, ma ho sperimentato (già che c'ero e dovevo comunque rimettere a posto :) ) altri look con la maglia a righe, fedele a uno dei principi cardine dello Shop-your-Closet (a volte me ne invento anche, così, sul momento... non sono da prendere troppo sul sero ;) ), che prevede di far "ruotare" ogni nuovo acquisto sperimentandolo in un numero possibilmente elevato di look.


















 Skinny bianchi, J4 (vecchi)
Borsa pitonata turchese, Furla (2010)
Maglia a righe, Zara (collezione attuale)
Giacchina beige, Esprit (collezione attuale)
Giacca chanel style sfrangiata beige, Zara (presa a Parigi secoli fa)
Collana turchese, H&M (dell'anno scorso)
Sandali mou, Céline (vecchi)
Cinturina leo, H&M
Sciarpetta leo, H&M
Maglia in cotone blu scura, Benetton

Comunque, nonostante sia scoppiata l'estate, come dicevo già alcuni giorni fa ancora non riesco a "vedermi" con gli skinny bianchi. In ogni caso, tentar non nuoce...

A righe


La maximaglia a righe è un altro di quei capi che fino a pochi mesi fa avrei giurato che non avrei mai indossato; non ho mai apprezzato particolarmente lo stile marinaresco (che spunta ogni primavera, come una sorta di trend perenne), lo trovo un po' lezioso per me personalmente.

Ma poi mi è bastato trascorrere qualche ora a Milano, sabato scorso, e vedere tutta questa profusione di righe (e pois) per le strade per cambiare un po' idea.

Con un modico investimento (14.90, credo) ho comprato questa maglia di Zara e stamattina presto ho sperimentato qualche minuto.

- giacchina ecopelle rossa, Pimkie
- giacchina in pelle mou, Massimo Dutti
- collana rossa, H&M (2011)
- maglia a strisce, Zara
- jeans scuri, H&M (vecchi)
- skinny rossi, Tally Weil
- borsa rossa, Prada (vecchia)
- borsa mou, Marni 
- borsa blu, Marc by Marc Jacobs
- decolleté blu a punta, Calvin Klein
- ballerine blu, Ralph Lauren Blue Label






lunedì 26 marzo 2012

Lunedì di corsa


Oggi come ogni lunedì che si rispetti è stata una corsa assoluta, con l'aggravante del "jet lag" da cambio dell'ora che da qualche anno tollero poco (sarà l'età?) .

Su un altro blog ho trovato questo articolo , in cui si parla del fatto che gli online store registrano il massimo delle affluenze tra le 18 e le 24 e che molta gente che fa acquisti a quell'ora lo fa in stato di ubriachezza - gulp! Non sono mai stata ubriaca, ma penso che la possibilità di fare shopping online 24 ore su 24 porti in effetti a moltissime decisioni (d'acquisto) sconsiderate, prendendo la gente in particolari momenti di debolezza, impulsività and so on.



 Collana turchese H&M (dell'anno scorso)

 Sandali Bruno Premi blu cobalto, yoox

E comunque con questo bel sole e le temperature miti ho già voglia di passare a un altro mio superbasic estivo, lo skinny jeans bianco, ma ho provato e in qualche modo non mi ci vedo ancora... Credo sia un retaggio del fatto di essere cresciuta con una mamma che considerava di cattivo gusto indossare il bianco prima di fine aprile (e in effetti dove sono cresciuta io non era raro veder sfoggiare un paio di candide scarpine con tacco sui marciapiedi ancora coperti di neve...).

domenica 25 marzo 2012

Ho visto cose...


Veloce look da giornata di shopping, multistrato e con doppia pashmina attorciliata per il freddo mattutino/serale; borsa con cerniera da portare sia al braccio che a tracolla, molto pratico quando si gira a negozi.

Ieri giornata molto divertente trascorsa con un'amica (ora fortunata detentrice di una Falabella beige :) ) in giro per Milano, piena di nuovi impulsi, anche modaioli.

Sono abbastanza orgogliosa di me stessa perché, nonostante migliaia di cose belle viste in giro per negozi, sono rimasta coerente alla mia wishlist mentale (il bottino: interamente da Zara, 2 bluse molto carine, 2 maglie oversized (nera e fango) perfette per tutti i giorni che mi mancavano, 1 maglia a righine marinara e - unico acquisto un po' folle - una bellissima pashmina grigia tempestata di borchiette che rende particolare anche un look tipo skinny+t-shirt o camicia bianca).

Nelle grandi città è sempre bello guardare la gente per strada. Notavo che molte delle persone che mi colpivano per il loro stile, che sembravano brillare di luce propria, non indossavano niente di particolarmente griffato (almeno all'apparenza), né sfoggiavano accessori particolarmente "it". Piuttosto, sembravano essere particolarmente in armonia con sé stesse e le loro particolarità, con look basati su accostamenti di colore eterni, ma allo stesso tempo interessanti.

Notavo inoltre che, a differenza dell'Italia, in Svizzera esistono ben pochi negozi e marchi collocabili nella fascia media, come prezzo, e realmente interessanti. In Italia, invece, esiste una varietà molto maggiore di marchi, stili, prodotti dall'ottimo rapporto qualità - prezzo senza essere necessariamente costosi. Da noi tutto questo manca un po', si spazia direttamente dalle grandi catene low-cost alle grandi firme. Questo rende, trovo, lo stile di molte donne più monotono.

Per quanto riguarda le borse, siamo sempre più dominati dal marketing globalizzato delle grandi firme, che ci spinge a desiderare sempre un po' le stesse borse che hanno ormai raggiunto prezzi del tutto incomprensibili, totalmente disgiunti da criteri di qualità o di lusso vero (spiegatemi ad esempio come fa una borsa come la Boston di Céline a costare 1650 euro... La pelle è bella come è bella quella di una Coccinelle, sinceramente). OK, questo discorso, purtroppo, vale anche per alcune borse che mi piacciono molto, lo ammetto.




In ogni caso, ho ammirato molto le odierne collezioni Coccinelle e Furla, con moltissimi modelli interessanti, ottimi pellami e colori bellissimi.






venerdì 23 marzo 2012

Domani giretto di shopping...


a Milano con un'amica (che vorrebbe prendersi una bella borsa). Un evento rarissimo, nonostante la relativa vicinanza.

In quanto a me, cercherò di fare la brava, di non comprare niente che non mi serva e di tornare il più possibile a mani vuote - a meno che non trovi qualcosa della mia wish list, già ridotta all'osso.

Vorrei fare un bel giro e, soprattutto, trovare nuovi spunti e ispirazioni.

giovedì 22 marzo 2012

Il capo che non ti aspetti...




(...di rimettere mai più nella vita)

Lo scheletrone di oggi è questa gonna pencil (ma non elasticizzata, né supersexy - volutamente) in denim scurissimo di Sisley, comprata secoli fa, indossata un bel po' con discreta soddisfazione e poi accantonata nel mio Armadio della Dimenticanza.

Amando le sfide, ho deciso di rispolverarla, almeno per qualche prova.

Non sono del tutto insoddisfatta del risultato, ma aspetto di poterla indossare anche in chiave più easy, alla Kate Moss per intenderci, con T-shirt slouchy e sandali.

Trovo comunque che una gonna del genere sia molto difficile da rendere attuale, rimane un capo classico anche a sdrammatizzarla. Inoltre, diversamente da altri capi classici non ama troppo le "spezzature" a livello di accessori (borse e scarpe), secondo me, ma "chiama" proprio decolleté classiche, come queste nere di Gucci (o anche quelle nude di Gucci delle ultime foto), e borse "da signora".

Il look:
- gonna pencil shape in denim scurissimo, Sisley
- camicia in jersey nera, H&M, vecchia di secoli (e sempre perfetta... a proposito del low-cost che si autodistrugge dopo essere stato indossato tre volte; non è sempre vero!)
- blusa grigia frou frou con lazzi & frizzi, Benetton (p/e 2011)
- deco peep toe nere, Gucci
- peep toe in suède color nude, Gucci
- borsa pitonata M. Kors
- borsa color khaki (in foto vira molto sul verde, non so perché, sarò scarsa io), Marc by Marc Jacobs








Misure drastiche?





Devo confessare che da qualche tempo seguo blog, articoli ecc. che parlano di contromisure drastiche contro lo shopping, da "The Great American Apparel Diet" (donne di tutto il mondo che si impegnano a non comprare abbigliamento per un anno - ma possono comprare borse e scarpe, il che sembra funzionare benissimo con le donne anglosassoni, mentre per me sarebbe una devastazione assoluta, ah ah ah!) a "Six Items or Less" (un gruppo di persone che per scelta ha provato a vestirsi per un mese con sei capi o anche meno - ma con tutti gli accessori, i capispalla ecc. che voleva).


Inizialmente ero molto affascinata da questi progetti, ho persino giocato con l'idea di intraprenderne uno io stessa (vabbé, mi sarei accontentata magari di sei mesi, non sono donna da misure drastiche, io ;) ) , ma poi ho iniziato a riflettere: prima di tutto, quasi mai questi progetti sfociavano in qualche gesto pratico, ad esempio la devoluzione dei soldi risparmiati a favore di qualcuno che ne avrebbe avuto davvero bisogno).

Ma poi, ha davvero senso imitare la povertà  "a termine" quando non si è veramente poveri? E sprecare, in un certo senso, tutto quello che già si ha accumulato, che è stato prodotto, che ha contribuito a inquinare il mondo ecc. ecc.? Devo confessare che se fossi veramente povera, mi sentirei anche un po' offesa e presa in giro da simili iniziative, almeno credo.

Non sarebbe meglio optare per una politica dei piccoli passi: comprare meno, scegliere più consapevolmente, godersi di più e meglio ciò che si ha, riciclare, reinventare, scambiare, modificare - e quando troviamo qualcosa che davvero ci piace, che amiamo a prima vista, che è adatto a noi, comprarcelo e basta, godendocelo fino in fondo?

Personalmente ho scelto questa seconda strada, penso che già il fatto di porsi dei limiti drastici sia malsano e scateni impulsi di segno contrario (un po' come nelle diete... quando sai che devi evitare i Fonzies, ti viene voglia di scofanartene 300 grammi, e di leccarti anche le dita ;) ).

Credo sia in effetti la strada migliore per me: riflettere bene, lasciar decantare, evitare un eccesso di impulsività negli acquisti (anche se, a volte, il naufragar m'è dolce, in questo mare), il tutto senza troppe paranoie (vabbé, del tutto senza non sarei più io, temo ;) ) e sensi di colpa.

Ultimamente mi capita spesso di entrare a fare un giro in qualche tempio del low cost e di uscirne a mani vuote, cosa che in passato non capitava praticamente mai. A volte, addirittura, non ho proprio voglia di entrarci. Vorrà dire qualcosa?

Qualcosa di viola


Il viola (nella tonalità lilla e non) è uno dei colori che in assoluto mi dona di più, così al di là delle mode nel mio guardaroba da decenni c'è sempre stato qualcosa di quel colore.

Anche se percepisco occasionali tentazioni di jeans color rosa caramella, turchese o arancio, avendo già questi jeans e un altro paio in rosso dall'anno scorso vorrei evitare acquisti imponderati di cose che poi metterò poco.

Oggi però avevo voglia di un po' di colore e, senza stare troppo a pensarci (chi ne ha il tempo - e la voglia - alle 7 del mattino?!) ho messo insieme questo look.

Dopo mesi di tinte neutre e grigiori invernali, però, mi sento strana con tutto quel colore addosso!







mercoledì 21 marzo 2012

Sooo chic!

Di solito, quando trovo un nuovo blog interessante, mi limito ad aggiungerlo all'elenco, ma questo devo pubblicizzarlo:

http://keepitchic.com

Sfogliandolo, ho pensato che è quanto di più vicino alla mia idea di chic io abbia mai trovato in rete, per ora.


Semplicissima me


So perfettamente che nelle ultime stagioni hanno impazzato le bluse sempre più ampie e vaporose, ma ci sono capi che hanno il potere (psicologico) di farmi sentire sempre bene e uno di questi è indubbiamente la camicia bianca.

E trovo che il compendio ideale per una camicia bianca fresca di bucato sia un bel paio di jeans, possibilmente un po' delavé, in modo da contrastare bene con l'aspetto "classico" della camicia.

Detto fatto, oggi sono tornata ai fondamentali - back to basics, per così dire - e ho messo semplicemente jeans e camicia.

Nell'arco della giornata, dato l'outfit tanto semplice, posso variare tranquillamente il capospalla, adattandolo alla temperatura del momento (la giacca di pelle tiene caldo dai 14 gradi in su, il blazer è più adatto alle temperature pomeridiane e dà un accento più classico al tutto).

Oggi è il primo giorno di primavera e sono contenta anche per un altro motivo: ho recuperato finalmente il mio peso per la primavera estate, debellando i due chilazzi invernali dovuti a bagordi après-ski, aperitivi ricchi e cenette ipercaloriche tipiche della stagione fredda. Yeah!!!!