venerdì 30 novembre 2012

Casual Friday



Oggi giornata variata, con momenti dedicati al lavoro e altri al relax (walking in saliscendi nei dintorni, in compagnia di un'amica), con conseguente cambio di look.



Stasera devo uscire e cambierò ancora, ma ci devo ancora pensare.

Stamattina presto, mentre mi si asciugavano i capelli, ho spulciato i nuovi arrivi di yoox e la mia dreambox ha fatto un balzo. Ora è piena come un'ovetto, ma sto cercando di contenermi.

In più, il desiderio (forte) del momento è un paio di sneakers con zeppa nascosta di Serafini, color taupe, che però potrebbero essere un acquisto interessante anche per la primavera - estate. Ma le troverò ancora, a fine gennaio?


giovedì 29 novembre 2012

Primi sintomi



Stasera notavo che già pochi giorni "detox" fanno uno strano e duplice effetto: da un lato, mi rendo conto effettivamente delle tante cose che ho e del fatto che, comprando ancora, tenderei sostanzialmente ad accumulare doppioni (almeno in molti casi); dall'altro, però, noto in modo più evidente quando c'è qualcosa da scartare, perché un po' rovinato, ad esempio.

Abituata a comprare anche troppo, prendo immediatamente coscienza di quello che ho, ma anche delle condizioni in cui si trova.

Così, stasera ho scartato un paio di pantaloni che non indosserò mai più e ho scartato anche un paio di jeans neri, indossati tanto, perché sformati e non più belli nel colore. Tanto (lo confesso) ne avevo altre due paia, una delle quali ancora etichettata, pronte a prendere il loro posto. 

La sensazione - questa sconosciuta - di scartare qualcosa perché usurato, devo dire, è piacevole, perché libera spazio, fa apparire più selezionato e ordinato il resto e dà un senso all'acquisto passato, ma anche a eventuali futuri acquisti sostitutivi. Inoltre, consente di passare a sfruttare altri oggetti simili già acquistati e ancora intonsi o quasi.

Insomma, di sicuro bastano pochi giorni di astinenza da shopping per acuire la percezione che abbiamo del nostro guardaroba.

Questa stessa percezione, ovviamente, mi porta però anche a testarne i limiti: sto arrivando a un punto che, se voglio fare di meglio e non infossarmi nella sottile "crosticina" costituita dal 20-30% del guardaroba che uso di più, devo darmi un po' da fare, fare uno sforzo di creatività in più, insomma.

 



 


E i vostri driver, quali sono?



Quali sono le "molle" che vi spingono a fare shopping, solitamente?

Una delle blogger "on shopping diet", in dieta da shopping modaiolo, che seguo quasi giornalmente parla spesso degli "shopping driver", ossia delle "molle" che ci spingono a comprare abbigliamento o accessori. Lei, ad esempio, identifica uno dei suoi "driver" nell'invidia degli altrui outfit: vede una donna che trova vestita in modo fantastico e subito vuole emularla, con conseguente corsa allo shopping mall più vicino.

Di sicuro questo non è uno dei miei driver, così come non lo è l'acquisto in sé - nessuna scarica di adrenalina al momento della strisciata della carta di credito, sorry. Allo stesso modo, sono certa che non sia neppure il desiderio di possedere continuamente cose nuove, perché ci sono capi che hanno anni di vita e che amo come se li avessi acquistati ieri, davvero.

Al momento, identificherei il mio "driver" piuttosto nel desiderio di possedere una cosa che trovo bella, ma credo che l'analisi vada approfondita.

Nel frattempo, oggi mi sono dedicata (oddio dedicata... una parola grossa!) alla composizione di un look composto integralmente da capi e accessori che avessero almeno due o tre anni di vita (scarpe a parte, ma avrei potuto, volendo, sostituire pure loro).

Il look:
blusa leo, H&M
pullover di cashmere, Prada
Jeans, Meltin Pot
Scarpe, non ricordo
Borsa, Louis Vuitton
Capelli e trucco, pessimi (vabbè, chiedo venia)






 




mercoledì 28 novembre 2012

Secondo dilemma



Avviso che userò questo blog più spesso come diario modaiol-introspettivo per cercare di limitare lo shopping inutile, per cui a chi volesse abbandonare la lettura consiglio caldamente di farlo ora, per non rischiare colpi di sonno improvvisi.

Stasera mi chiedevo (di fronte alla visione di un valido "surrogato" per un paio di skinny in vellutino a coste che sono stata costretta a scartare): quando un acquisto è realmente sostitutivo e può essere pertanto considerato legittimo, giustificato e sacrosanto?

I suddetti skinny - il primo paio, quello che possedevo - sono ormai usurati e sono già stati scartati.

Sono di un colore particolare, bianco panna, molto carini ad esempio per la montagna, ma meno sfruttabili (almeno per me) in città, dove prediligo altri materiali.

Ora, io avrei adocchiato - a un ottimo prezzo, di ottima marca e perfettamente fungibili - un altro paio di skinny, anche se il 21 novembre ho ufficialmente inaugurato una shopping diet modaiola che nel mio immaginario potrebbe durare anche due mesi, volendo.

Ovviamente, si tratterebbe a tutti gli effetti di una sostituzione; va detto però che non mi mancano gli skinny in sé, seppure di altri materiali e/o colori, e che potrei persino sopravvivere per un intero inverno di weekend e settimane bianche in montagna utilizzando solo jeans e pantaloni in vellutino grigi o testa di moro.

Va detto inoltre che gli skinny erano per me, almeno fino a poco tempo fa, un classico caso di acquisto seriale, ripetuto e ripetitivo, classificabili pertanto come categoria ad alto rischio, o "sensitive", dove devo vigilare con particolare rigore su me stessa - la stessa me stessa che possiede circa 7 paia di jeans bianchi estivi, per dire, ma solo perché ne ha dovuti scartare due la scorsa estate.

Insomma, prendere o non prendere? Questo è il dilemma. Mentre ci penso, ci bevo su una tazza di tè rooibos all'aroma di vaniglia e bourbon. E sbatto pure la foto in prima pagina, così magari se sono molto fortunata qualcuno mi fa la cortesia e mi soffia l'ultima 26. 





 

1 + 1 = 2



Oggi, causa mancanza di voglia, fantasia e pazienza e a fronte di un tempo così lugubre, ma così lugubre che neanche l'11 gennaio alle Isole Svalbard, non solo non avevo un look pronto e studiato fin da ieri sera (il che è la norma e non avrebbe dunque niente di speciale), ma non avevo neppure voglia di tuffarmi nei meandri del mio guardaroba per estrarne qualcosa di nuovo (ed etichettato, magari... che volendo ancora c'è).





Così ho semplicemente sommato (non per niente in terza elementare sbaragliavo qualsiasi concorrente nelle gare di calcolo mentale) il contenuto degli ultimi due post - il vestitino bordeaux che stavo per replicare (grazie per avermi dissuasa, siete delle vere amiche!) e il collo che non sapevo bene come abbinare - e ho cercato di assemblarlo in un unico look.



Il risultato mi piacicchia - e in effetti avevate ragione anche sul fatto che il collo di ecopelliccia può essere benissimo indossato anche appoggiato sopra a un cappotto!



Look:
Cappotto, Zara
Abito, Majestic
Stivali, Pura Lopez
Borsa, Gucci
Collo, Roberto Collina
 


martedì 27 novembre 2012

Un primo dilemma

Vorrei fosse ben chiaro, prima di tutto, che questi "problemi" mi tengono occupata per NON PIÙ DI 47 secondi stimati al giorno e che sì, ho di meglio da fare che riflettere su simili quesiti, ma il fatto è che già oggi che mi sento forte dei miei nuovi, sani e solidi principi antishopping mi si è presentato un primo dilemma:

Possedendo già questo abitino di Majestic (secondo me tra l'altro molto bello e portabile, anche come qualità)






avrebbe davvero senso acquistare ANCHE quest'altro, a cui ammetto di aver fatto il filo su Net-à-Porter a settembre, ripromettendomi eventualmente di comprarlo ai saldi?





Ovviamente, si accettano solo commenti (possibilmente motivati) in cui la risposta al dilemma è un chiaro "No.". Tutti gli altri saranno rimossi e cancellati, i relativi autori bannati a vita da questo blog.

Il colletto come lo metto



Recentemente ho comprato online, su yoox, un "collo" di ecopelliccia di Roberto Collina, molto bello come colore e come fattura, di quelli da legare con un nastrino sul davanti.

Vorrei davvero sfruttarlo molto, quest'inverno, sia in città che in montagna, perché è del colore perfetto per me e regala molta luce al viso.

Ho provato sulle maglie a collo alto di vari colori, dal nero ai toni del nude, del beige, del sabbia fino al panna e sta bene, ma può andare anche "appoggiato" su una camicia, volendo.


Ora sono a caccia di altre idee di abbinamento... Su quali tipi di collo può andare, su quali no? E sui capispalla?



Purtroppo su yoox è andato subito esaurito e non ho più trovato foto originali; per questo ne ho fatta qualcuna io.

Winter White and Jeans


 Normalmente i buoni propositi sono destinati a rimanere tali - molto spesso, quanto meno. Questa volta, però, vorrei fare almeno uno sforzo e cercare di far ruotare meglio il contenuto del mio guardaroba.



Uno dei problemi della mia scarsa fantasia nel sperimentare nuovi abbinamenti (a parte la mancanza cronica di tempo), ho notato, è il fatto che difficilmente riesco a pensare la sera prima a quello che vorrei o potrei indossare il giorno dopo. Solitamente, dopo cena lavoro ancora un'oretta al PC, sbrigo un po' di cose rimaste in sospeso e mi dedico alla lunga procedura di "mettere a letto" i miei due figli - che non sono, come si potrebbe pensare, due rosei e paffuti bambinelli, ma hanno ben 12 e 15 anni. Ciò nonostante, a volte, ottenere che siano lavati/impigiamati/con la cartella fatta decorosamente/con la camera in condizioni non spaventose entro le 22 - 22.30 è ancora un'impresa.

Fatto questo, generalmente schianto sul letto, quando va bene con un libro in mano.

 


 
Tornando a noi e al problema-guardaroba, comunque, ieri sera ho compiuto questo sforzo epico e ho pensato di illuminare il grigiore di queste giornate di diluvio novembrino con un po' di winter white, colore che adoro letteralmente, nella stagione fredda, anche se non l'indosso spesso.



Per uscire dai soliti abbinamenti con il nero o con altri neutri, ho pensato a questo accostamento con una camicia di denim scuro.


Il look:
Pantaloni, Patrizia Pepe
Camicia, Sisley
Stivaletti, Pompili
Cappotto, Zara Woman (e poi dicono che il low-cost cade in pezzi ... questo cappotto non solo è di lana, ma ha quattro anni ed è ancora perfetto, nonostante frequenti lavaggi a secco)
Borsa, Balenciaga (rubata al guardaroba estivo, visto che di solito d'inverno la sfrutto poco, essendo molto chiara)




lunedì 26 novembre 2012

No, però non è giusto



Mi rendo conto che iniziare un periodo detox in questo cyber monday sfruttato dagli online store di tutto il mondo per vendere l'invenduto (causa crisi) ha del ridicolo, forse anche del grottesco: starsene a digiuno quando tutto il mondo compra, saccheggiando i siti di abbigliamento a suon di 15-20-25-30 per cento di sconto non è facile. Gloam.

Ma poi penso che, davvero, non mi serve niente; controllo quel vago fremito d'ansia da "oddio, mi saccheggeranno le dreambox!" pensando che, in un mondo di eccessi, tutto ciò che può sparire oggi ci sarà anche tra tre mesi, probabilmente a prezzo ancora più basso. E mi accontento di apprezzare gli acquisti delle mie amiche, di guardare i loro link e divertirmi a immaginare gli abbinamenti.

Perché, davvero, non mi serve niente. Perché, per desiderare qualcos'altro ancora, me lo dovrei proprio inventare.


E così non va bene. E allora è meglio lasciar perdere. Perché non mi piace pensare a me stessa come a una persona avida.

Oggi, mentre gli sconti da cyber monday impazzavano, mi sono distratta con i viaggi. Sognando la prossima vacanza al caldo...






Detox


Quello appena trascorso è stato un weekend "ricco", tra regali e regalini di compleanno ricevuti, pranzi e cene sostanziosi, ricchi premi e cottillons. Ho anche portato a casa il mio autoregalo di Natale ed è già impacchettato e pronto per essere messo sotto l'albero.

Ma, come mi succede spesso negli ultimi anni, dopo aver sperimentato tanta abbondanza, mi viene voglia di disintossicarmi un po', di trascorrere un periodo di sobrietà, insomma.

Per questo, credo proprio che inizierò un periodo disintossicante o, almeno, moderatamente disintossicante, fermandomi un po' negli acquisti di abbigliamento, per concentrarmi un po' su quello che ho e godermelo seriamente.

Il fatto che questo periodo coincida più o meno con il periodo delle Feste (e idealmente prosegua fino a metà-fine gennaio) secondo me facilita le cose, visto che dovrò comunque dedicarmi all'acquisto dei regali di Natale e che, dunque, un po' di shopping lo farò in ogni caso.

Ho pensato di sostituire eventuali momenti di debolezza - su yoox o nei saldi di qualche altro sito interessante - con attività positive e gratificanti, da scegliere da questo mini-elenco:

1. riordinare una parte del mio guardaroba - per colore, tipologia, stagione, utilizzo - in modo che sembri il più possibile una boutique (stranamente, pur essendo molto disordinata, la cosa mi diverte e mi fa venire nuove idee)

2. dedicare mezz'ora alla prova-specchio di nuovi abbinamenti

3. truccarsi bene in 10 minuti, invece che in 30 secondi come al solito

4. riordinare il settore cosmetici, valorizzando confezioni, flaconi ecc. particolarmente belli ed eleganti

5. cucinare qualcosa di speciale (vedi filetti di branzino al cartoccio con verdurine della scorsa settimana), mettendo ogni cura nella presentazione

6. sfogliare riviste o blog a caccia di qualche look pazzesco e salvarlo per replicarlo (anche se può essere pericoloso, dal punto di vista shopping)


7. preparare un sacchetto di cose da regalare, creando ulteriore ordine nel guardaroba.

8. farsi una bella corsa di mezz'ora o 20 minuti di pesi.

Insomma, facendo un po' di autoanalisi ho capito che il mio shopping a tratti un pochino debordante non ha niente a che vedere con il desiderio di spendere o con altre "molle" analoghe (l'adrenalina da carta di credito ecc. ecc. sono motivazioni a me del tutto sconosciute, riesco a completare i miei acquisti in tutta serenità, vissuti senza picchi adrenalinici, kick da shopping folle and so on, ah ah ah!), ma piuttosto con il desiderio di circondarmi di cose (per me) belle, quindi va sostituito con comportamenti che soddisfino appunto questo desiderio - sia che si tratti di godere delle cose belle che già possiedo e di valorizzarli, sia di fare qualcosa (esteticamente parlando) per me stessa.

P.S. So per esperienza che c'è sempre qualcuno che si irrita e si turba di fronte a discorsi su un minimo di sobrietà e moderazione nello shopping, anche se questi discorsi riguardano solo il diretto interessato e NON sono inviti lanciati a terzi a fare altrettanto - e che questa irritazione e questo turbamento sono ancora maggiori se le motivazioni non sono di ordine economico, ma di altro tipo, come in questo caso. Per questo, un caloroso invito a queste persone: NON LEGGETEMI. ;)

venerdì 23 novembre 2012

Cappotto-peluche



Oggi è un giorno particolare per me, perché ehm... "maturo" di un anno. Per questo 8e in previsione delle mangiate del weekend) ho deciso per un pratico - nonché snellente - total black. Sopra, indosso questo cappotto H&M grigio comprato a pochissimo a inizio stagione.



È davvero caldissimo e, in quanto a vestibilità, non gli si possono trovare difetti (l'unico aspetto migliorabile è la "fettuccia" lungo la fila di bottoni, potevano risparmiarsela, secondo me).

Essendo un tessuto morbido, mi piace abbinato a tessuti più pettinati, ma anche sui jeans di pelle o waxed abbinati a qualche morbida maglia.






 Il look:

Cappotto H&M
Jeans neri, Meltin Pot
Blusa nera in jersey, non ricordo
Ankle boots neri in suède, Pura Lopez
Borsa, Stella McCartney
Foulard con motivo a catene, Gucci







giovedì 22 novembre 2012

Capispalla



Uno dei motivi per cui amo tanto i capispalla, specie d'inverno, e tendo a volte ad "alzare il gomito" quando si tratta di comprarne, è che quando fa freddo basta indossare un bel cappotto e si è subito pronte, anche quando il resto è un po' in disordine...

Come oggi, appena rientrata da una lunga camminata con un'amica che ha tolto ogni residuo di piega ai miei capelli e quasi ogni traccia di trucco dal viso.

Il look:
Skinny grigi, J brand
Stivaletti in suède, Pompili (?)
Cappotto, Pinko
Borsa, Gucci







mercoledì 21 novembre 2012

Almost 46




Questi pochi giorni che precedono ahimé al mio prossimo compleanno hanno l'inesorabile effetto di farmi sprofondare in una profonda crisi adolescenziale ;) (specie dopo una notte semi-insonne dovuta a un'emicrania da tensione muscolare e una conseguente, folle caccia al tesoro domestica alla ricerca di un po' di Tachipirina alle 4 del mattino (che non ho trovato)), così ho pensato non solo di scattarmi qualche foto con l'iPhone come le 15enni :) , con tanto di facciona deformata e ingigantita dall'effetto iPhone-specchio, ma anche di indossare una gonna corta, seppure su calze spessissime da 120 denari.



Dopo un rapidissimo lavoro - parzialmente fallito - di restauro post-devastazioni notturne (ho trascorso il tempo dalle 3.35 alle 4.47 a leggere nel tentativo di placare il mal di testa, ma invano, il romanzo non era abbastanza bello e avvincente), aggiungo dunque un'altra idea di look, per quando non saprò assolutamente cosa mettermi e non avrò il tempo di pensarci.

Il look:
Gonna di lana bianca, Diane von Furstenberg
Lupetto nero, H&M (vecchio)
Stivali in suède, Pura Lopez
Borsa, Gucci
Cappotto, Zara (vecchio)

martedì 20 novembre 2012

Non ci si crederebbe



Non ci si crederebbe (o, almeno, ciò che può sembrare normale alla maggior parte delle donne non lo sembrerebbe affatto a chi mi conoscere da sempre), eppure ho fatto davvero uno sforzo per sistemare un po' il marasma che regnava nel mio guardaroba.

Con risultati, per ora, solo parziali, però: devo trovare una soluzione alle ristrettezze in cui tengo i miei capispalla, uno dei miei talloni d'Achille e uno dei settori che tende più facilmente a crescere disordinatamente nel tempo.

Ho messo comunque qualche scatto, per ora molto parziale, degli sforzi compiuti...

 Qualcuna delle borse, vicino alle pashmine...

 Giacchine & giubbini (una parte dei)...

 Clutch...

 Scorcio dei capispalla invernali...



E ancora scarpe - ma in realtà ne ho poche, davvero!!


Piccole soddisfazioni di una donna caotica



Ultimamente non riesco più a dedicare i consueti 5 minuti a giorni alterni a questo blog - e un po' mi manca.

Ma, oltre ad avere i capelli tagliati da schifo che mi irriterebbero a ogni foto, ho la Nikon al servizio riparazioni (per la seconda volta per lo stesso problema, grgrgrgrrrr) e sono bersagliata su tutti i fronti - ancora più del solito.

Così non mi resta che dedicarmi a un po' di sano riordino, nei ritagli di tempo che altrimenti destinavo alla moda, agli abbinamenti e al look.

Ho regalato quattro sacchetti medi pieni di abiti che non avrei più messo e scarpe.

Ho venduto - con sommo divertimento, perché le aste mi divertono sempre, inspiegabilmente - quattro oggetti in sé ancora meritevoli, ma che trascuravo da troppo tempo.

Ho - finalmente! - fatto una cernita dei bikini post-estate (un po' in ritardo...) e archiviato quelli ancora belli.

E ora, ogni tanto, se poso l'occhio su qualche angolo del guardaroba, provo una certa soddisfazione: è bello vedere le proprie cose a posto, non doverle cercare nel caos di cose in disordine o in disuso, sfiorare qualche oggetto particolarmente "amato" (generalmente una borsa...).


Ho anche commissionato il mio tradizionale autoregalo di Natale - perché, diciamocelo, una piccola, sana dose di autoindulgenza, ogni tanto, fa proprio bene allo spirito. ;)



lunedì 12 novembre 2012

Tweed



Forse qualcuna ricorderà l'abito in tweed, vero e proprio "Big Skeleton" del mio guardaroba, risalente ai primi anni 90 ma di ottima qualità come tessuto, per il quale avevo chiesto consiglio.

Alla fine, non essendo donna da troppi tentennamenti ;) , ho deciso di darci un taglio - letteralmente - e l'ho fatto accorciare, mantenendone però la linea svasata e A-shaped e trasformandolo in un miniabito.

Qui lo abbino a calze molto spesse, stivali overknees neri in suède e dolcevita nero.






Il look:
Abito, New York Industries
Stivali, Vic Matié
Dolcevita, Intimissimi
Giacca di pelle, Victoria's Secrets
Clutch, Zara

P.S. Negli ultimi giorni ho un serio problema di capelli che mi crea un certo imbarazzo, dovuto alla mia parrucchiera e a uno dei grandi classici del genere, il "solo una spuntatina" che si trasforma in carneficina.

Doveva essere, appunto, solo una spuntatina, di quelle giusto per togliere due doppie punte, ma evidentemente le forbici le sono sfuggite di mano... Oltre a questa costante di tanti parrucchieri, ne ho notata anche una seconda: Mai farsi tagliare i capelli da una parrucchiera che ha i capelli più corti dei tuoi; tenderà sempre, invariabilmente, a cercare di portarli alla lunghezza dei suoi! Un fenomeno che non mi spiego (invidia del capello? delirio di onnipotenza che spinge a voler forgiare tutte le clienti a propria immagine e somiglianza?), ma tant'è.


domenica 11 novembre 2012

Domenica



Difficile immaginare un tempo più novembrino di questo: fuori piove, anzi diluvia, e il grigio è ovunque.


In questi casi è bello potersi rilassare a casa, senza programmi particolari, tranne forse cinema nel pomeriggio. Per questo ho optato per un look "zero pensieri".

Il look:
- waxed jeans, Sisley
- deco a punta, Givenchy
- clutch borchiata, Zara
- maximaglia, Zara
- collanona nera, Max Mara
- cappotto bouclé, Patrizia Pepe



sabato 10 novembre 2012

Gonna & camicetta



Detto così, sembra uno di quegli abbinamenti quasi arcaici, un po' anni 80.

Oggi però mi sentivo così, da gonna e blusa, anche se è sabato.

E, contro il grigiore della pioggia, ho scelto un tocco di rosso.

Il look:
Gonna, A. Wang
Blusa, Velvet
Borsa, Balenciaga
Calze, Omsa
Stivali, Vic Matié
Cappotto, Fay